La storia di Torre Fornello e della sua cantina parte davvero da molto lontano, addirittura dal 1028: una storia fatta di personaggi, dei loro sogni, dell’amore per il loro territorio, i suoi frutti e la cultura. Nell’arco dei secoli il territorio e la cantina stessa si sono evoluti fino ad arrivare ai giorni nostri quando nel 1982 la famiglia Sgorbati, già viticoltori nei colli circostanti, sono entrati in possesso di tutta la proprietà nella sua interezza.
Ma saranno due gli anni che segneranno la svolta per la cantina annessa alla proprietà: il 1992, momento in cui rientrerà a pieno servizio Enrico Sgorbati ma soprattutto il 1998, anno in cui dopo numerosi interventi volti a migliorare e modernizzare tutto il processo produttivo, si arriverà al layout attuale della cantina.
Enrico ha continuato la tradizione di famiglia che da generazioni si prodigava nella coltivazione specializzata dei vigneti ponendosi come fine ultimo la produzione di vini biologici di altissima qualità! E tutto questo con grande passione e tenacia, rispetto delle tradizioni unite ad innovazione, arrivando a produrre e vendere vini di assoluta qualità molto ricercati in Italia ma soprattutto all’estero.
Ai classici vitigni dei colli piacentini Enrico ha saputo accostare, osando talvolta, vitigni caratteristici di altre zone d’Italia ed anche internazionali ottenendo grandi risultati dalla sua terra che tanto ama. E dalle uve raccolte nella magia della trasformazione da mosto a vino, Enrico con grande maestria e dedizione ci regala i Suoi vini che trasmettono le grandi emozioni e la grande passione di Torre Fornello.
Abbiamo degustato ed inserito in enoteca i seguenti vini:
Sinsal, Gutturnio Superiore DOC dei Colli Piacentini, vino rosso fermo da uve di Barbera 60% e Bonarda ( Croatina ) 40%; affinamento per l’80% in acciaio e il restante 20% in barriques per 3 mesi. Si presenta con un colore granata scuro e riflessi viola, profumo con cenni di prugna e ciliegia e sapore morbido il giusto tannico e con un ampio retro gusto di frutta matura, vino strutturato. Abbinamenti ideali a piatti gustosi e consistenti a base di carni alla griglia.
Il nome “ Sinsal “ deriva da un termine dialettale piacentino che in antichità indicava colui che aveva quello di essere l’artefice delle unioni matrimoniali tra i figli delle diverse famiglie benestanti. Anche in questo vino il matrimonio è stato combinato tra uve di varietà differenti, Barbera e Bonarda, nella certezza di un’ottima unione.
Diacono Gerardo 1028, Gutturnio Riserva DOC dei Colli Piacentini, vino rosso fermo da uve di Barbera 55% e Bonarda ( Croatina ) 45%; affinamento il 100% in botti e barriques di secondo e terzo passaggio per 18 mesi. Si presenta con un colore rosso rubino molto intenso con riflessi granata, profumo suadente ricco e complesso e sapore fresco ed asciutto con tannini di straordinaria morbidezza che ne segnalano l’importanza. Adatto ad un lungo invecchiamento. Abbinamenti ideali sono piatti di carne sia alla griglia che stracotti o stufati, manzo vitello e maiale, come anche piatti di selvaggina. Il nome “ Diacono Gerardo 1028 “ deriva dal fatto che proprio Diacono Gerardo nel lontano 1028 abbia lasciato un lascito testamentale ad una nobildonna di Piacenza, inerente anche alle terre di Fornello.
Latitudo 45, Bonarda DOC dei Colli Piacentini, vino rosso rigorosamente fermo da uve di Bonarda ( Croatina ) 100%; affinamento il 100% in tonneau da 500 lt. per 12/18 mesi. Si presenta con un colore rosso rubino granata molto carico, profumi spiccati di violetta e visciole, pepe bianco e cacao. Adatto ad un lungo invecchiamento. Abbinamenti ideali sono tutti i primi piatti della cucina italiana a base di pasta fresca abbinata a sughi di carne, ad esempio le lasagne, oppure a carni di manzo stufate come anche piatti di selvaggina. Il nome “ Latitudo 45 “ indica il parallelo che passa sul terreno dove viene coltivata e raccolta quest’uva straordinaria utilizzata per produrre un vino unico e complesso nel suo genere.
Ottavo Giorno, vino da uve passite, ottenuto da uve Bonarda ( Croatina ) 85% e uve botritizzate a conduzione biologica 15%; fermentato ed affinato al 100% in barriques per 13 mesi; le uve di Bonarda vengono raccolte verso metà agosto, ancora indietro nella maturazione, e poi lasciate appassire in piccole cassette per circa 4 mesi fino alla pigiatura che avviene adagiando i grappoli di Bonarda appassiti sopra un letto di uve botritizzate separando subito il mosto dalle bucce per avere un colore tenue rosato. Abbinamenti, salumi dai sapori intensi, formaggi di capra o erborinati, risotti stringe nei sapori, dolci non troppo “ dolci “.