Cari amici, in queste poche righe affrontiamo l’eterno dilemma se sia meglio tappare il vino con il tappo classico di sughero oppure con il tappo a vite.

Riporto un estratto di un articolo uscito dopo una serata a Bologna in cui Franz Haas attraverso una verticale – orizzontale di alcuni dei suoi vini bianchi cercava di spiegare le sue scelte e la sua posizione nei confronti di questa materia.

Durante questa serata si sono testate bottiglie che nelle diverse annate avevano sia il tappo di sughero che il tappo a vite.

Iniziamo con il dire che Franz Haas da tempo non sia contento della chiusura con il sughero in quanto a suo dire più dell’ 85% delle sue bottiglie con tappo tradizionale subiscono nel tempo un’ alterazione nel gusto e nei sentori (non stiamo parlando del classico difetto del “sa di tappo”); questo perché secondo il titolare dell’ omonima cantina oggi non si trova più il sughero adatto a sigillare in maniera perfetta la bottiglia e pur investendo tanti soldi in ricerca e materiali di primissima qualità il problema rimane. Ecco perché sono decenni che sperimenta chiusure alternative che oggi sono confluite nella sua proposta di tappo corkfree, tappo a vite.

La serata ha dimostrato che il tappo a vite non ha nulla da invidiare al tradizionale tappo in sughero anzi in alcune annate ha esaltato le caratteristiche del vino. Ed è sbagliatissimo etichettare un vino come scadente o da pochi soldi solo perché è presente il tappo a vite.

L’ unico punto su cui tutti erano concordi, Franz compreso, è la perdita con il tappo a vite della poesia dell’atto in se di stappare la bottiglia.

Io ritengo che questo sacrificio si potrebbe sopportare facilmente se volesse dire poter bere un ottimo vino esente da qualsivoglia mutazione organolettica, non credete?

A presto