– Ci racconti brevemente la storia della sua azienda e come la sua cantina si inserisce nel panorama vitivinicolo locale:

Da oltre un secolo, la famiglia Marramiero si dedica alla coltivazione di vitigni autoctoni come il Montepulciano, il Pecorino e il Trebbiano, e altre varietà internazionali di notevole levatura. La passione e la dedizione sono state tramandante per generazioni e hanno trovato linfa vitale nella nostra terra Abruzzo che da sempre con tanta generosità ci dona i suoi frutti.
I vini Marramiero sono il frutto di questa storia in cui s’incontrano e si fondono l’amore per la terra e l’attenzione per il progresso, l’attaccamento al lavoro e lo sprigionarsi dell’arte, il rispetto dei più antichi processi di vinificazione e l’utilizzo delle più moderne tecnologie.

Se dovesse scegliere tra i vini che produce a quale si sentirebbe più legato? Per quali motivi?

Siamo legati a tutti i nostri vini e li produciamo pensando ai possibili abbinamenti durante le diverse conviviali; dai Classici più quotidiani, alle Selezioni e le Riserve da abbinare a momenti speciali e a piatti più elaborati, complessi e suntuosi. Pertanto è sempre difficile scegliere uno di essi, sarebbe un po’ come sceglie un figlio piuttosto che un altro. Comunque il più famoso, il più noto nel mercato mondiale, oltre ad essere stato il Primo Montepulciano d’Abruzzo che ha sdoganato il Montepulciano D’Abruzzo moderno nel mondo: è Il nostro Montepulciano D’Abruzzo D.O.C. Terre dei vestini Riserva “Inferi”. Il suo nome, la sua etichetta (ispirati alla Divina Commedia di Dante Alighieri), la sua classe, il suo carattere, la sua armoniosità e la sua suntuosità sono tutte caratteristiche che non hanno confini e conquistano i palati e si lasciano amare da tutti.

Al vino di cui ci ha appena parlato cosa abbinerebbe come cibo?

Gli abbinamenti possono essere diversi, dagli antipasti a base di salumi stagionati soprattutto di selvaggina, a primi piatti con ragù di selvaggina o di castrato di montone e al ragù di carne di toro adulto. Grazie al suo deciso carattere e alla sua persistenza si accosta elegantemente a secondi piatti come brasati e a tutte le carni rosse ai ferri. Inoltre può diventare un’ottima dama di compagnia per tutti i formaggi molto stagionati.

Ci racconti un aneddoto o una storia legati alla sua azienda o al vostro territorio.

Una storia che amiamo raccontare è quella legata al nostro spumante, “La sfida del metodo classico”. Negli anni ’90 con tanta ambizione ci siamo lancianti nel produrre un metodo classico, stessa tecnica dello champagne… La nostra visione e le nostre idee erano ben chiare… Volevamo fare quello che mai nessuno aveva fatto in Abruzzo, un confronto con il vino più famoso al Mondo, Lo Champagne. Naturalmente le difficoltà non sono mancate: l’approvvigionamento delle uve Pinot Nero, in Abruzzo era quasi introvabile e era molto difficoltoso fare accordi con i produttori (tant’è che subito fu fatto un impianto e dopo breve tempo ne diventammo diretti produttori). L’altra difficoltà, arrivata in un secondo tempo, riguardava Il Mercato che non era pronto ad un Metodo Classico Abruzzese. La nostra tenacia, l’ambizione e la passione, in poco tempo scalfirono il mercato e le soddisfazioni e i successi arrivarono presto tanto da far dimenticare tutte le tensioni. Il prodotto si faceva spazio e si lasciava amare, un Metodo Classico di quella portata non si era mai visto in Abruzzo. Anche la critica del settore all’inizio degli anni 2000 ha iniziato a seguirci e a valutare il prodotto con i massimi riconoscimenti: la qualità ha trionfato! Oggi è uno dei nostri fiori all’occhiello, premiato per più di dieci anni consecutivi con le 5 sfere (massimo riconoscimento) dalla guida Sparkle, guida indiscussa delle bollicine italiane. Tutto il percorso, le gratificazioni e i successi ottenuti sono un motivo di orgoglio per la scelta fatta a suo tempo.