Ci racconti brevemente la storia della sua azienda e come la sua cantina si inserisce nel panorama vitivinicolo locale:

Il racconto di Tenute Orestiadi, nate nel 2008 nel cuore della Valle del Belìce, a Gibellina in Sicilia Occidentale, nasce dalla volontà di un gruppo di viticoltori di Gibellina, Valle del Belìce, che ha voluto portare avanti  con forza ed energia un progetto di riscatto  dopo un momento storicamente ed economicamente complesso, quale fu il terremoto del 1968.

Progetto oramai divenuto importante “ Realtà vitivinicola”, giovane ed innovativa,  espressione ed ambasciatrice del territorio natio , cui è si è legata intimamente tramite il Fil rouge della ricostruzione: “ lo stretto rapporto tra agricoltura ed arte, che diviene tratto identitario dell’azienda.

Se dovesse scegliere tra i vini che produce a quale si sentirebbe più legato? Per quali motivi?

Di primo acchito, indico il Tenute Orestiadi Catarratto ed Il Pacenzia da vendemmia tardiva di Zibibbo;

perchè questi 2 vini ?

perché riportano me, ragazzetto dai 9 anni in poi, :

•alle estati trascorse in campagna ed alle vendemmie vissute insieme al nonno contadino ed ai vicini contadini di casolare ( ci si aiutava durante il periodo di vendemmia),  a raccogliere le uve di quello che allora era il vitigno principe della zona,  Il Catarratto, che trova a tutt’oggi il suo areale di elezione lungo la dorsale collinare, dai 250 ai 500 m slm, che va dal monte Bonifato fino ai Monti di Gibellina , dando vita a vini freschi, eleganti e di struttura al contempo;

•ed alla raccolta dello Zibibbo, vitigno allora in uso nelle zone interne della Sicilia come uva da tavola (per la sua dolcezza, croccantezza, aromaticità),  presente nel viale centrale “detto “ u passiaturi ( la via del passeggio)” del vigneto del nonno , ove insieme alle rose si raccoglievano anche altre uve  mangerecce o da appassimento come l’Inzolia;

 

– Al vino di cui ci ha appena parlato cosa abbinerebbe come cibo?

Al Tenute Orestiadi. Catarratto sicuramente una fragrante frittura di crostacei od anche delle ostriche;

Al Pacènzia , Zibibbo da vendemmia tardiva, ghiotto come sono di  “li  duci siciliani”, abbinerei degli ottimi dolci di mandorla e li sfinci; non tralasciando la strizzatina d’occhio ai formaggi mediamente stagionati ed erborinati;

 

– Ci racconti un aneddoto o una storia legati alla sua azienda o al vostro territorio.

Sempre di primo acchito, senza starci su a pensare più tanto, appena iniziata la mia collaborazione con Tenute Orestiadi ed essendone entrato a farne parte,  ciò che mi ha “ emozionato”, da gibellinese che aveva vissuto diverse esperienze lavorative in diversi altri territori vitivinicoli italiani, è stato il legame intimo, oserei dire “quasi carnale” tra l’Azienda ed il suo Territorio, dal nome della stessa  ai simboli riportati sulle etichette dei vini che rimandano alla storia artistica di Gibellina ed al suo immenso patrimonio di Arte Contemporanea , a cielo aperto,  fruibile da parte di ciascuno  viaggiator curioso.