La Maglio Arte Dolciaria, nata nella metà dell’800, può vantare più di un secolo di attività manifatturiera. Antonio Maglio fondò la casa di arte confettiera e pasticcera di cui il figlio Giuseppe, il nipote Dante, il pronipote Vincenzo, ed oggi i figli di questo, Massimo e Maurizio, ininterrottamente per più di un secolo hanno continuato la tradizione di eccellenza artigiana e di aristocratica commercializzazione.

Utilizzando i frutti di una terra ricca come il Salento, i fichi, le mandorle, le noci, le albicocche, le pesche, le arance e le pere, Maglio ha creato delle specialità  che si tramandano con antiche ricette gelosamente custodite di generazione in generazione, altre ricette con sapiente perizia arricchite, altre genialmente nuove.

Un laboratorio modernamente attrezzato, la scelta di materie prime selezionate, la lavorazione artigianale, l’arte e la cura  dei maestri pasticceri, e l’attento controllo del servizio qualità, sono gli ingredienti fondamentali che hanno fatto del marchio Maglio un prodotto apprezzato in tutto il mondo. Un packaging raffinato

Una domanda a questo punto sorge spontanea, ma quale è il cioccolato migliore? Come si fa a riconoscere le qualità migliori?

Non può esistere una tecnica o un manuale che ci spiega qual è il modo migliore per degustare  il cioccolato. Leggiamo guide, consigli, manuali di degustazione, più o meno accomunabili alle guide del vino con termini similari come odore intenso, retrogusto persistente etc,etc….

Il buon cioccolato è quello che ci piace degustare , non esiste oggettività su un alimento così legato ai sensi. E allora lasciamoci tentare da un quadratino di cioccolato o pralines o bon bon, basta chiudere gli occhi e lasciarlo fondere tra il palato e la lingua. Il cioccolato incomincia ad ammorbidirsi  e lentamente si scioglie… il viaggio ha inizio.

Il cioccolato per i consumatori assidui deve contenere tra il 50 e il 75%  di cacao, l’equilibrio perfetto si ottiene tra il 58 e il 63% circa di cacao. Gli aromi sono definiti, densi, il colore è scuro, lo spacco è netto, si scioglie uniformemente e molto rapidamente, soffre particolarmente i piccoli sbalzi di temperatura, sente molto l’umidità . Un cioccolato eccellente  non è  solo fondente, come vorrebbero farci pensare gli “estremisti” anche un cioccolato al latte può essere eccellente soprattutto quando ha una percentuale elevata di cacao ed uno spiccato sapore di latte.

E poi c’è il cioccolatino che non ha nulla a che vedere con la tavoletta. Qui entra in gioco la capacità l’estro, la fantasia, l’arte dell’artigiano, che riesce ad unire miscele provenienti da tutto il mondo con ganache (ripieno) forti, decise,delicate, leggere. Ogni cioccolatino ha dietro di sé un affascinante e misterioso lavoro di creazione che il cioccolatiere studia, prova e riprova con passione, utilizzando tutte le possibilità chimiche del cioccolato, conoscendo tutte le sue debolezze, sfruttando tutte le risorse nel rispetto delle sue caratteristiche, essere tutt’uno con lui e prevedere le sue reazioni. Alcuni cioccolatieri ingaggiano una sfida , altri cercano di ammansirlo, in entrambi i casi il cioccolatino possiede un’aura misteriosa  che lo rende indimenticabile e che consente a certi grandi cioccolatieri di essere considerati un po’ maghi, un po’ stregoni…

Bisogna ricordare che quando si degusta un cioccolatino ci sono alcuni  riti da seguire. La prima cosa da ammirare è la lucentezza. E’ opportuno tagliarlo in due parti per sentire il taglio netto del cioccolato, guardare le due metà per valutarne la ganache, lo spessore e la levigatezza del cioccolato che l’avvolge, che non deve mai essere troppo spesso. Il profumo deve essere intenso, e in bocca il cioccolatino deve essere armonioso e la sensazione che deve rimanere è quella di prenderne immediatamente un altro e degustarlo senza preliminari. Ognuno si gusti il proprio cioccolato, liberamente, evitando di farsi imporre orribili schede di degustazioni standardizzate, perché il cioccolato è un dono meraviglioso e non finirà mai di sorprenderci…

Vi aspettiamo il 12 ottobre in enoteca per gustare dal vivo queste squisite prelibatezze in abbinamento con moscato rosa alto atesino e rum agricolo.